Sei Nazioni 2014: il XV del quarto turno

Alberto De Marchi

Il quarto turno del Sei Nazioni 2014 è andato in archivio con la convincente vittoria dell’Inghilterra sul Galles, la risicata vittoria francese in terra di Scozia e con la cocente delusione italiana a Dublino nel giorno della festa di Brian O’Driscoll; come sempre provo a stilare il mio personalissimo XV.

15 Brice Dulin: la Francia è stata a tratti inguardabile ed uno dei pochi che si è salvato è Dulin: estremo non dotato di un grandissimo fisico ma di una velocità di base notevole che gli permette, ogni volta che prende la palla, di fare sempre tanta strada.

14 Jack Nowell: se uno a 20 anni viene preso e messo titolare da subito in una delle squadre più forti d’Europa vuol dire che se lo merita.

13 Brian O’Driscoll: non poteva essere altrimenti: nel giorno del record, nel giorno del saluto all’Aviva, regala le solite magie. Chapeau!

12 Billy Twelvetrees: sono stato indeciso fino all’ultimo tra lui e Matt Scott, alla fine nomino lui per la consistenza della partita giocata.

11 Leonardo Sarto: è il miglior giovane che abbiamo perchè gioca con quella cattiveria agonistica che pochi dei nostri mettono in luce, in più segna anche una splendida meta. Riuscissimo a sfruttarlo di più in attacco, secondo me, ne potremmo trarre benefici notevoli, certo bisogna anche avere il pallone in mano.

10 Jonathan Sexton: andava da lui a Farrell, Sexton però ha segnato anche due mete.

9 Danny Care: è il motore giusto per questa Inghilterra: imprime da subito un ritmo assatanato al match con la sua rapidità, ma non è solo questo: i servizi a Farrell sono sempre accurati e poi ha una grande competenza al piede.

8 Dave Denton: Man of the Match al termine della sconfitta contro la Francia, è uno di quelli che si è dato più da fare e che ha sempre messo in difficoltà i Transalpini.

7 Sam Warburton: non è uno dei miei giocatori preferiti, però bisogna riconoscere al capitano Gallese, almeno, l’onore delle armi. Ha placcato veramente tanto e ha provato a recuperare palloni, insomma ha fatto quello che un leader deve fare: provare a dare l’esempio.

6 Tom Wood: non lo si nota spesso ma questo è un giocatore che, partita dopo partita, sta diventando insostituibile.

5 Courtney Lawes: fa una sciocchezza dettata dalla foga subito, ma poi diventa una diga insormontabile in difesa e in touch è sempre una spina nel fianco per le scelte gallesi.

4 Richie Gray: finalmente lo si è visto ai livelli della passata stagione.

3 David Wilson: l’interpretazione che Poite ha dato alla mischia ordinata è opinabile ma lui è stato molto più bravo di Jenkins ad adattarsi; due bei buchi nel gioco aperto gli fanno meritare la maglia.

2 Rory Best: solita partita di sostanza.

1 Alberto De Marchi: stavolta lo devo nominare: dopo l’uscita di Castro diventa il puntello di una mischia ordinata abbastanza in difficoltà, prova a darsi da fare nel gioco aperto, è protagonista di un grande recupero su Sexton già nel buco, torna in campo alla fine per giocare a destra. Ottima partita del Dema, uno dei pochi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.