Sei Nazioni 2014: il mio XV della terza giornata

rbs 6 nazioniArchiviata amaramente per i colori italiani la terza giornata del Sei Nazioni 2014, provo a delineare il mio personalissimo XV.

15 Mike Brown: due volte su tre man of the match, l’estremo Harlequins sta veramente giocando ad altissimi livelli: due “parate” su pericolosi grubber irlandesi, sicurezza nelle palle alte, il gran buco che ha ispirato la meta di Care, sono gli ingredienti di una grande prestazione.

14 Jack Nowell: qualche incertezza ce l’ha, ma stiamo parlando di un ragazzo di 20 anni. Ogni volta che ha la palla in mano fa strada e gioca con una confidenza inusuale per uno che è poco più che all’esordio. Scommessa vinta da Lancaster.

13 George North: era uno di quelli da cui ci si aspettava un riscatto e la risposta c’è stata, anche in un ruolo che non è proprio il suo.

12 Gordon D’arcy: sarò anche di parte, ma questo qui ha un talento sconfinato. Quando serve fare dei metri in mezzo a nugoli di segugi lui li prende sempre e poi la palla non la perde mai.

11 Dave Kearney: ero indeciso tra lui e May, entrambi giocatori sicuri in difesa e che fanno metri, sempre, con la palla in mano.

10 Owen Farrell: primo calcio da quasi metà campo spostato sui 15 metri, gran pedata e 3 punti per l’Inghilterra. Farrell gioca con la confidenza di un veterano e con quel pizzico di arroganza che solo chi ha una grande confidenza nei propri mezzi può esternare.

9 Rhys Webb: corre quando c’è da correre e passa perfettamente il pallone, l’alternativa a Philipps c’è ed è una signora alternativa.

8 Jamie Heaslip: anche qui ero avevo un dubbio, con Picamoles, Heaslip però ha giocato un grande match di sostanza, con una visione del gioco invidiabile.

7 Sam Warburton: se una squadra gioca sottotono il primo responsabile è il capitano. Direi che venerdì a Cardiff Warburton è tornato a fare il leader by example.

6 Dan Lydiate: grande lavoratore occulto e grande placcatore.

5 Joshua Furno: unico giocatore degno di menzione nei 30 in campo all’Olimpico.

4 Joe Launchbury: a mio modesto parere il migliore in assoluto nei tre match; tre grillitalpa pazzeschi su tre pericolosissimi attacchi irlandesi sono solo l’acuto di una tremenda prestazione.

3 Adam Jones: la mischia gallese in sofferenza dal lato di Gethin Jenkins si ancora alla certezza di Adam Jones e pian piano il Galles ritrova stabilità.

2 Rory Best: se indovina la partita in cui lancia bene in touch non ce n’è, non può non disputare un gran match.

1 Cian Healy: solito: in mischia ha fatto soffrire gli Inglesi e fuori difende e attacca sempre efficacemente.

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