Rugby break (LII) – Tri nations All Blacks-Australia

Christchurch, 7 agosto, i “men” All Blacks cercano di conquistare Tri Nations e Bledisloe Cup mentre i “boys” australiani cercano conferme dopo la batosta della settimana scorsa.
Pronti via e son subito 6 minuti di rugby in apnea e a spuntarla, manco a dirlo, sono i Neozelandesi che accelerano bene oltre la linea del vantaggio con Smith per poi liberare Muliaina lunga la touch per la meta.
Passano tre minuti e una partita che sembrava già segnata dall’inizio si riapre: Carter esagera con un riciclo e innesca il contropiede australiano che trova come finalizzatore Beale che arriva quasi in mezzo ai pali; 7 a 7.
Prima del quarto d’ora All Blacks di nuovo in meta con Smith che completa la sventagliata al largo dopo le percussioni dei suoi compagni che vanno sempre oltre i placcaggi timidi della difesa.
Sussulto al 20esimo degli ospiti: buon gioco sequenziale che li fa arrivare dentro i 22 dei padroni di casa dove guadagnano il penalty che Giteau trasforma in 3 punti.
Poco altro fino al quarantesimo eccetto un superbo grillo talpa di Mc Caw che si guadagna il penalty che Carter sfrutta per riportare a +7 i suoi.
La prima occasione per aprire lo score del secondo tempo ce l’ha Giteau ma sbaglia di poco.
La partita perde un po’ di brillantezza complice l’opacità in attacco dei Neozelandesi che sembrano abbastanza appagati dal risultato; Australiani dal canto loro decisamente più propositivi ma poco ficcanti a causa della difesa mostruosa degli avversari fatta di contro ruck, grilli talpa e placcaggi decisi.
Al minuto 65 ci prova Weepu a sbloccare il risultato  ma sbaglia anche lui; non sbaglia invece Carter 5 minuti più tardi che piazza il 20 a 10 che cancella anche il bonus Aussie.
Quarta vittoria su quattro partite per gli All Blacks, la prima senza il punto di bonus ma che comunque val loro il titolo della Bledisloe Cup; c’è poco da dire, Australiani che ci provano anche, mettono a posto l’imbarazzante sequela negativa di calci di rinvio persi ma hanno le polveri bagnate e gli attacchi sono sterili, uno dei più convincenti è stato Anthony Faingaa, all’esordio dal primo minuto col gemello Sami (terza coppia di gemelli a giocare con l’Australia, la seconda è stata quella dei fratelli Ella).
Dei Neozelandesi c’è poco da dire, forse steccano un po’ in attacco in qualche frangente ma si rifanno ampiamente in difesa negando qualsiasi possibilità di segnare agli avversari, fatta eccezione per quel contropiede del primo tempo.
Ora una settimana di pausa e poi tutti a tastare lo stato di forma degli Springbocks che per non sbagliare richiamano Frans Steyn, JP Pietersen e Tendai Mtawarira.

New Zealand: 15 Mils Muliaina, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Jo Rokocoko, 10 Daniel Carter, 9 Piri Weepu, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Tom Donnelly, 4 Brad Thorn, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock.
Replacements: 16 Corey Flynn, 17 Ben Franks, 18 Sam Whitelock, 19 Victor Vito, 20 Alby Mathewson, 21 Aaron Cruden, 22 Benson Stanley

Australia: 15 Kurtley Beale, 14 James O’Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Anthony Faingaa, 11 Drew Mitchell, 10 Matt Giteau, 9 Will Genia, 8 Richard Brown, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom (capt), 5 Nathan Sharpe, 4 Dean Mumm, 3 Salesi Ma’afu, 2 Saia Faingaa, 1 Benn Robinson.
Replacements: 16 Stephen Moore, 17 James Slipper, 18 Rob Simmons, 19 Matt Hodgson, 20 Luke Burgess, 21 Berrick Barnes, 22 Cameron Shepherd.

Referee: Jonathan Kaplan (SA)

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