Passo Santner, 25 anni dopo


Questa volta ce l’ho fatta, sono riuscito a ritornare là dove ero già stato ben 25 anni fa. L’occasione è stata una giornata stupenda, cielo limpido e temperatura frizzantina solo nelle prime ore della mattina.
Siamo partiti, io e mio papà, alle 9.30 dai 2337 m. del rifugio Fronza e ci siamo incamminati per una ventina di minuti fino al bivio per il sentiero che ci avrebbe portato ai 2741 m. del passo Santner. Scortati da un panorama nitidissimo sul gruppo del Latemar, abbiamo percorso il gradevole sentiero fino all’attacco delle corde fisse; la ferrata di per se non è particolarmente difficile, anzi le corde metalliche sono posizionate laddove serve e ti supportano nei punti dove è più difficile passare. Il tutto lo abbiamo affrontato in quasi 2 ore e mezza e siamo sbucati nell’anfiteatro meraviglioso del passo Santner; terminate le foto di rito abbiamo puntato verso il rifugio Re Alberto e i quindici minuti che ci separavano da quest’ultimo sono da perdere il fiato perchè davanti a noi si stagliava la vista meravigliosa delle torri del Vajolet, tre dita di una mano pietrificate nella ricerca di toccare il cielo, paradiso degli arrampicatori e degli appassionati di montagna.
La gita l’abbiamo conclusa percorrendo la famosa gola del Gart, molto più ostica da percorrere in discesa che in salita.

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