Simone Moro – La voce del ghiaccio

Ok l’impossibile non esiste, ma uno come Simone Moro è andato veramente vicino a scoprire i limiti del possibile.
Per affrontare un 8000 o anche solo un 6000 in inverno bisogna essere dei grandi uomini e dei grandi alpinisti: il sopravvivere a temperature che arrivano a 30-40 gradi sotto lo zero non è solo una questione di allenamento fisico, non è solo una questione di materiali, è una vera e propria sfida che mette prima di tutto a dura prova la mente.
Certo poi bisogna anche mettere in conto la buona sorte, quella buona sorte che sull’Annapurna ha deciso di risparmiare Simone per prendersi invece i suoi compagni o che, al rientro dalla conquista della cima del Gasherbrum II, ha risparmiato tutti e tre i membri della spedizione.
In ogni caso La voce del ghiaccio è un gran libro per gli appassionati di montagna, per il semplice fatto che racconta delle sfide uomo-natura sempre con un occhio rispettoso verso quest’ultima perchè l’obiettivo di una spedizione, invernale od estiva che sia, non è arrivare in cima ma è sempre e comunque portare a casa la pelle per raccontare la bellezza di un successo o di un successo parziale.

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