Rugby break -XX puntata

Sottotitolo: November’s end!
Si è concluso sabato scorso con l’incontro tra All Blacks e Barbarians l’entusiasmante (per il rugby) mese di novembre; per la cronaca i BaBaas hanno vinto con il punteggio di 25 a 18 grazie e soprattutto all’hat-trick di Habana due mete delle quali di rapina e una pregevolmente ispirata dal solito sontuoso movimento di Giteau.
A parte quest’ultima partita, questo che segue è il mio personalissimo resoconto.
Italia: 6–. La sufficienza la sfioriamo perchè dopo tanto tempo vinciamo una partita contro Samoa. Certo l’avversario, a dispetto della nomea, si è dimostrato piuttosto debole, però noi abbiamo avuto il merito di castigarlo.
Le luci del nostro mese rugbistico son state la discreta difesa e la mischia ordinata con cui abbiamo messo sotto gli All Blacks e giocato alla pari con gli Springbocks.
Accano alle luci, però, tante ombre: abbiamo provato a giocare tatticamente ma non ne siamo ancora tanto capaci, siamo senza un piazzatore che ci possa garantire punti con continuità e manchiamo di coraggio/idee in attacco. Insomma siamo ancora indietro, ben lungi dall’impensierire le top squadre dell’emisfero sud e forse non così vicini alle squadre del 6 nazioni.

All Blacks: 8. In Europa il loro motto è veni, vidi vici e anche quest’anno non ne han sbagliata una. Han palesato difficoltà in mischia ordinata però han dimostrato di aver mille frecce al proprio arco con cui trafiggere gli avversari e i Francesi ne san qualcosa.

Springbocks: 4 e mezzo. Che male! Han perso quattro partite su cinque di cui due con squadre della Guinnes premiership senza i nazionali. Certo han dovuto ospitare anche il tour dei Lions, però rimane il fatto che han vinto solo contro l’Italia.

Australia: 5 e mezzo. Doveva essere il loro Grand slam tour però ne han vinte solo due su quattro e han entusiasmato solo contro un opaco Galles. Una cosa a loro favore è che scoprono talenti di vent’anni con continuità: 1989 all’anagrafe per gente come Cooper, Genia e Pockock.

Irlanda: 8 e mezzo: Imbattuti e convincenti. Al di là dei 40 punti rifilati alle Fiji, impattano contro l’Australia con la meta di BOD al centesimo cap e soprattutto battono gli Springbocks anche grazie al piede e alla regia di Sexton.
Non scopro certo io il carattere irlandese che non fai mollare loro neanche un centimetro certo è che poi bisogna avere capacità e abilità per segnare punti agli avversari e loro ne hanno da vendere.

Scozia: 6 e mezzo. Il voto è lievitato anche per essere riusciti a battere l’Australia e non è cosa da poco, ma la Scozia mi è parsa rinnovata nella mentalità e nell’approccio alla partita. Attenzione a loro perchè son in crescita e saranno avversario ostico.

Galles: 5 e mezzo. Onestamente me li aspettavo più combattivi che mai in occasione della partita contro l’Australia e invece mi han deluso parecchio. Un novembre per loro di alti e bassi: molto bene contro gli All Blacks, maluccio contro Samoa, bene contro l’Argentina e disastro contro l’Australia.

Inghilterra: 5. Giustificazione parziale: una marea di infortuni.
La parziale giustificazione, però, non può coprire anche la preoccupante carenza di gioco; gli uomini non mancano di certo però mi è parso di vedere una squadra con poche idee e anche confuse.

Argentina: 5. Maluccio anche loro, tanti errori e prestazioni poco convincenti; la cosa positiva che non manca loro è la capacità di variare il piano di gioco in corso d’opera e questa è un’arma non di poco conto una volta che sistemi le abilità individuali.

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