Rugby break – XVI puntata

Week end intenso quello passato e non certo avaro di emozioni a partire dal venerdì, di scena gli Springbocks che facevano visita a Leicester per la prima volta in 117 anni di storia del club inglese.
Leicester è orfana di 5 nazionali e 8 fra infortunati e indisponibili ma i rimanenti compiono il capolavoro contro dei sudafricani largamente rimaneggiati. Il primo tempo si conclude addirittura 16 a 8 per gli inglesi grazie ad un’ottima meta di Amorosino ispirata da una bella azione di Manu Tuilagi (l’ultimo in ordine di età di una grande stirpe di fratelli rugbisti) e da un educatissimo piede di Ben Youngs (20 anni per lui). Pienaar apre lo score del secondo tempo con un piazzato a cui risponde prontamente Youngs. Da segnalare anche il debutto di Lote Tuqiri al 55esimo. Alternanza di penalty prima dell’assalto finale sudafricano a cui Leicester risponde con orgoglio, Pienaar accorcia ancora ma solo con un piazzato e le tigri resistono fino all’80esimo e vincono incredibilmente per 22 a 17.
Il sabato invece si apre con l’Australia di scena a Twickenham contro l’Inghilterra che può finalmente rischierare a 10, dopo tanto tempo Wilkinson ed è lui l’impact player del primo quarto d’ora con 1 drop, 1 piazzato e un palo.
Poi lampi di bel gioco australiano uno dei quali si conclude con la meta di Genia al 20esimo.
Inglesi ancorati al gioco chiuso e al piede di Wilkinson che ne sigla altri 3, mentre l’Australia muove di più la palla ma spesso fa fatica a ritrovarsi e cade sovente nelle trappole inglesi che legittimano così il 9 a 5 di finale di tempo.
Inglesi un po’ alle corde a inizio ripresa e australiani pronti ad approfittarne con un piazzato di Giteau.
Il XV della rosa passa di rado metà campo mentre gli aussie premono sull’acceleratore e al 60esimo segnano i punti del sorpasso.
Gli inglesi provano a cambiare un po’ le carte in tavola modificando il piano di gioco sventagliando qualche pallone ma senza successo; successo invece ottenuto da Ashley-Cooper al termine di un ottimo gioco sequenziale australiano.
La partita è stata certamente gradevole, ben giocata da ambedue le formazioni; mi è piaciuta l’Australia con la cavalleria leggera sui tre-quarti, Giteau, Cooper, Ioanne.
Sempre sabato ma questa volta al Millennium è andata in scena la partita più attesa e che non ha tradito le aspettative.
Il Galles ce la mette proprio tutta e dimostra di essere la miglior squadra europea e di star bene in campo alla pari coi neozelandesi.
AllBlacks dal canto loro palesano le loro abilità soprattutto nei meeting point laddove, quando serve a recuperar palloni, si gettano con furia e uomini e laddove non serve ci mettono solo l’indispensabile badando solo ad occupare il campo.
Le fasi statiche in sostanziale equilibrio sono la cartina al tornasole di un risultato finale con gap al di sotto del break.
Il primo tempo è ben giocato dalle due squadre che badano a non prendere troppi rischi e difendono bene; gli AllBlacks ci arrivano solo vicino alla meta ma non riescono a chiudere il primo empo in vantaggio: 6 a 6 il risultato.
Dopo 15 minuti dall’inizio della ripresa, i tuttineri accelerano di brutto e mettono a segno la prima e unica marcatura pesante dell’incontro. Il Galles non molla neanche nei minuti successivi allorquando si sacrifica in una difesa memorabile che gli evita di subire la seconda meta.
E’ partita vera fino alla fine, col Galles che arriva anche a -7 ma lì rimane ed è 19 a 12 final nonostante la volata di sacrificio di A.W. Jones.

Altro week-end di lusso è quello ormai alle parte. Apre a Tolosa per la prima volta in 25 anni un Francia-Sudafrica che promette bene: i francesi saran capitanati per la prima volta da Dusautoir mentre i Sudafricani, un po’ a corto di piloni, devono richiamare Van der Linde dal Leinster e c’è anche poi a tenerli sulle corde la vicenda Mtawarira che, a detta del ministro dello sport sudafricano, non sarebbe eleggibile per gli Springbocks (è nato in Zimbawe anche se dovrebbe poter essere eleggibile visto che vive da più di 3 anni in Sudafrica). Sempre venerdì da segnalare anche un interessante Galles-Samoa.
Sabato invece di scena l’Argentina contro l’inghilterra di Wilkinson, ma soprattutto AllBlacks-Italia in un San Siro tutto esaurito. AllBlacks con Carter squalificato e con una formazione di gran lunga rimaneggiata con tre uncapped e capitanati da Rodney So’oialo. Noi schieriamo sempre gli stessi con l’unica novità Tebaldi a 9 e questa volta c’è la possibilità di far bella figura. Attenzione però che per battere gli AllBlacks non basta aver di fronte le seconde scelte ma bisogna anche giocare al loro livello perchè non saranno i titolari ma questi si giocano un posto per i mondiali in casa loro quindi mai abbassare la guardia anche se davanti non hai McCaw, Carter, Muliaina e company.

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