Ultimo weekend di rugby di novembre con belle partite e discreto spettacolo. Comincio da Italia-Samoa: noi veniamo da 13 sconfitte consecutive e abbiamo una buona occasione per interrompere la striscia negativa visto che di fronte abbiamo una Samoa mai così male negli ultimi anni.
Mirco Bergamasco è il kicker di giornata ed è lui che apre le marcature a inizio partita. Subito dopo una delle rare sgambate di McLean si conclude con la meta del 8 a 0. Samoa poco e niente ma noi ci mettiamo del nostro per mantenerli in partita con la nostra indisciplina soprattutto in mischia ordinata.
Due calci per parte fissano il risultato del primo tempo sul 14 a 6.
Vorrei dire qualcosa del secondo tempo però ci son veramente pochi episodi da segnalare nel mare magnum di errori; tra gli episodi positivi c’è senz’altro l’ottimo drop di Tebaldi e la meritata meta tecnica nel finale. Samoa veramente inguardabile, i giocatori isolani non tengono in mano una palla, i ball carrier si isolano in continuazione e per di più rimangono anche in 14 per uno scellerato placcaggio assassino.
Finalmente vinciamo una partita comunque, ed è ottimo per il morale in vista del 6 nazioni; il nostro grosso problema rimane il piazzatore che ci servirebbe come il pane e forse ci servirebbero anche forze fresche per dare un po’ più di competitività al gruppo, ma si sa non è che le si può comprare al supermercato.
Veniamo alle due partite con la P maiuscola del weekend, la prima è stata senz’altro Francia-AllBlacks.
La Francia parte bene, aggressiva, e mette sotto i neozelandesi in mischia ordinata, da qui guadagna anche il calcio di punizione con cui Dupuy porta avanti i suoi. Gli AllBlacks non si spaventano e pochi minuti dopo sono in meta con Sivivatu a coronamento di ottime azioni sulla verticale.
La partita è veramente bella, forse i tutti neri sono un po’ troppo indisciplinati e concedono a Dupuy due occasioni con cui riportare avanti i suoi. 9-7 al minuto 19.
Gran contrattacco AllBlacks al minuto 24, grandi mani negli spazi e pregevole segnatura di Muliaina. I Francesi rimangono più che solidi in mischia ordinata ma in attacco non riescono a pungere più di tanto complice un’ottima difesa avversaria.
Gli AllBlacks dal canto loro si ritrovano negli attacchi in verticale e nei ricicli e si creano le occasioni prima per i tre punti di Carter e poi per la meta di Kaino. 22 a 9 al minuto 34.
Il drop di Trihn-duc cerca di risvegliare una Francia visibilmente scossa, ma il divario del primo tempo rimane sui 10 punti a loro sfavore.
Il secondo tempo inizia con il gran buco di Jauzion che cerca di scuotere i compagni ma sono gli AllBlacks a segnare i primi tre punti della ripresa. Dupuy sempre più nervoso manca calci importanti mentre i neozelandesi danno saggio di continue abilità.
Cory Jane sguscia dalla chiusa complice una opaca difesa transalpina e segna la quarta meta di serata. Ma gli AllBlacks continuano a pigiare sull’acceleratore e attaccano in continuazione la sempre più incerta difesa francese mentre in difesa difendono in maniera asfissiante mortificando ogni attacco blues.
Ancora All Blacks in meta con Conrad Smith che sfrutta il solito grillo talpa di Richie McCaw (IRB player of the year, guarda un po’) e fissano il punteggio sul 39 a 12.
Si doveva arrivare alla fine dell’anno per rivedere finalmente i veri AllBlacks, certo l’occasione per loro era irripetibile: battere convincedo quei francesi che sono diventati una sorta di maledizione da scacciare.
A Marsiglia i neozelandesi son stati quasi perfetti, dico quasi perchè in mischia chiusa han sofferto e anche tanto; però con la palla in mano e in difesa han dato spettacolo.
Francesi troppo sicuri e quando parti così e non riesci a dominare salgono dubbi e nervosismo; pur dominando le mischie non son riusciti a far breccia in attacco e in difesa qulache volta son andati troppo molli. Comunque restano una gran bella squadra, tra le favorite per il 6 nazioni.
Ultimo test dell’anno quello tra Irlanda e Springbocks. I Sudafricani (IRB team of the year, meritatamente, anche se a novembre non han brillato) partono molto meglio a discapito del 3 a 0 di Sexton (O’Gara per la prima volta dal 2003 lasciato in panchina pur essendo disponibile). Springbocks che dominano le mischie e impegnano fisicamente gli Irlandesi riuscendo anche a segnare l’unica meta di giornata con Burger. Irlanda che però non sembra disposta a cedere per cui botta e risposta tra il drop di Steyn e il piede di Sexton per il 10 a 6 sudafricano del primo tempo.
Irlandesi nel secondo tempo avanti nel punteggio grazie a Sexton che in due occasioni ravvicinate centra i pali. I Sudafricani ci provano a folate e con foga ma gli Irlandesi difendono e recuperano palloni oppure calci di punizione come quello che gli permetterà di fissare il punteggio sul 15 a 10 che sarà anche risultato finale.
Mamma che Irlanda, perde lo scontro in mischia ordinata ma in giro per il campo difende e attacca bene. Ottima la prestazione di Sexton uno che sembra non sentire la pressione visto che anche con Leinster va in campo dal primo minuto in una finale di Heineken cup e contribuisce a far vincere i suoi.
Springbocks, l’ho già detto, forse logori da una annata devastante, certo è che perder 4 partite su 5 giocate non è certo da loro.