Sei Nazioni 2017: i migliori del torneo

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Garry Ringrose

I 15 migliori giocatori del Sei Nazioni 2017

Cala il sipario sul Sei Nazioni 2017: è stata l’edizione del back to back dell’Inghilterra a cui però non è riuscito il Grande Slam in virtù della sconfitta contro l’Irlanda nell’ultima giornata. Gli Inglesi non han giocato il loro miglior rugby ma sono una squadra cinica che sa vincere e lo ha dimostrato. È stato un buon torneo anche per la Scozia che ha portato a casa 3 successi, tutti casalinghi; nelle highlands è finita l’avventura di un ottimo allenatore qual è Cotter ma l’eredità lasciata non è da poco. L’Irlanda ha buttato via i sogni di successo, praticamente da subito: la sconfitta a Edinburgh nella prima giornata ha pregiudicato inevitabilmente le possibilità di ambire al successo nel torneo. Alti e bassi per Galles e Francia, anch’esse chiudono il torneo con 3 successi.
Capitolo finale per l’Italia: sulla carta era da cucchiaio di legno e così è stato. Abbiamo giocato qualche buon scampolo di partita ma a questi livelli, se sei più debole e non placchi, le debacle son dietro l’angolo. Il nostro movimento non è in salute e lo sappiamo tutti, bisogna avere il coraggio ma soprattutto la capacità di fare scelte che ci facciano fare un salto di qualità, senza il quale siamo condannati all’eterna “buona partita ma abbiamo perso….”.

La squadra del Sei Nazioni 2017

15 Stuart Hogg: è stato di gran lunga l’estremo più forte, candidato unico al posto da titolare nei Lions anche in virtù della poca vena di Brown, di un Halfpenny preciso dalla piazzola ma molto incerto in attacco e difesa e di un Kearney lontano dalla forma migliore.

14 George North: non ha cominciato bene il torneo, poi è arrivato un infortunio ma alla fine si è ripreso alla grande. Anche Seymour e Nowell – anche se ha giocato poco – hanno fatto un buon torneo.

13 Garry Ringrose: secondo me è un predestinato, ha delle movenze feline, sa giocare, passare e cercare gli spazi; non dimentichiamoci che è un 1995.

12 Owen Farrell: super giocatore, può giocare in qualsiasi ruolo e piazza divinamente; altro Lions certo del posto in squadra. Una menzione la farei anche a Fickou che finalmente in questo torneo ha dimostrato tutto il suo valore.

11 Eliott Daly: forse non è il giocatore appariscente come lo sono Nakaitaci o Vakatawa ma il suo working rate è veramente alto; non è da sottovalutare il fatto che può piazzare con precisione dalla lunga distanza.

10 Jonathan Sexton: il modo con cui gioca, il suo sacrificarsi sempre e comunque, la precisione dalla piazzola, fanno di Sexton la miglior apertura che ci sia in circolazione; nonostante ci siano ottimi giocatori come Russell o Lopez che hanno giocato anche più di lui, per me è il numero 1.

9 Rhys Webb: istinto, intuizioni, passaggio, gioco al piede, Webb è uno dei mediani di mischia più completi in circolazione.

8 Louis Picamoles: prima era forte ma molto discontinuo poi l’esperienza in Inghilterra lo ha fatto maturare e ora è un giocatore imprescindibile. Ha fatto un bel torneo anche Moriarty e, tutto sommato, merita una menzione anche Sergio Parisse.

7 Justin Tipuric: ha giocato un super torneo, con Warburton e Moriarty ha formato una terza linea invidiabile.

6 CJ Stander: tanta roba, è un vero e proprio toro e noi ce ne siamo accorti.

5 Alu Wyn Jones: peccato che si sia fatto male nell’ultima giornata, rischia di saltare i Lions se no sarà un altro dei titolari fissi.

4 Joe Launchbury:  adoro questo giocatore, non è mai il più appariscente ma è il più efficace.

3 Tadgh Furlong: potevo benissimo nominare Cole ma Furlong assieme a Fagerson sono stati le migliori sorprese del torneo

2 Rory Best: è diventato preciso al lancio in touch, ma il suo meglio lo dà al di fuori delle fasi statiche dove è un autentico capitano per esempio.

1 Joe Marler: una certezza in chiusa dove è migliorato tanto e una bella scoperta anche nel gioco aperto, sia in attacco che in difesa

 

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