L’Australia segna 11 mete all’Uruguay e sale in testa alla Pool A della Rugby World Cup 2015
Non c’è stata partita: troppo talento e troppo fisico per l’Australia che fa registrare, contro un combattivo e mai domo, Uruguay la vittoria con più largo scarto di questa Rugby World Cup 2015.
I Wallabies sbloccano il punteggio al settimo minuto: perfetta maul avanzante a cinque metri dalla meta avversaria da cui si stacca McMahon che schiaccia intoccato in meta; restart del gioco ed è ancora McMahon protagonista: il giovane flanker australiano prende al volo l’ovale buca il primo placcaggio e se ne va, punto d’incontro e palla fuori velocemente, grubber recuperato da Cooper che, con un sottomano dei suoi, libera la corsa di Tomane che si tuffa in meta; Cooper trasforma il 12 a 0.
Al quindicesimo arriva il cartellino giallo a Quade Cooper reo di un placcaggio pericoloso su un avversario e otto minuti più tardi l’Uruguay muove il punteggio grazie al piazzato di Berchesi.
Al 26esimo bella partenza di Phipps al lato di un raggruppamento, preciso servizio a Mumm che corre bene e arriva fino in meta; al minuto 30 si registra la più bell’azione dell’incontro: per una volta l’Australia non pasticcia e si vedono due belle sventagliate l’ultima delle quali culmina col tuffo di Speight in bandierina; Cooper mette la trasformazione della meta del bonus.
La quinta meta aussie arriva a quattro minuti dalla fine del primo tempo e viene ancora da un passaggio di Cooper che libera McCalman che schiaccia in mezzo ai pali; Cooper trasforma il 31 a 3.
L’Uruguay è nettamente inferiore ma ci mette l’anima per cercare di avvicinarsi alla meta avversaria ma non riesce a portare a casa punti e la prima volta che l’Australia supera metà campo va in meta con Mitchell.
Al 52esimo è ancora Mitchell ad andare in meta, servito da un magistrale passaggio di Cooper; al 61esimo le belle mani sono quelle di Beale il cui passaggio libera McCalman per la meta che Cooper trasforma; 48 a 3.
Al 69esimo McMahon chiude bene la cassaforte da touch e segna la sua personale doppietta e due minuti più tardi Cooper sfodera tutto il suo repertorio: bella corsa, step classico per mandare al bar l’avversario, palla fuori e meta di Tomua.
Encomiabile è lo sforza dell’Uruguay che ci prova anche a un minuto dalla fine a violare la meta Wallabies ma non ci riesce e subisce, nel recupero, l’ultima meta da Kuridrani; Cooper trasforma il 65 a 3.
Marcature per Australia:
Mete: McMahon 2, Tomane, Mumm, Speight, McCalman 2, Mitchell 2, Toomua, Kuridrani
Trasformazioni: Cooper 5
Cartellino giallo: Cooper
Marcature per Uruguay:
Piazzato: Berchesi
Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Joe Tomane, 13 Henry Speight, 12 Matt Toomua, 11 Drew Mitchell, 10 Quade Cooper, 9 Nick Phipps, 8 Wycliff Palu, 7 Sean McMahon, 6 Ben McCalman, 5 Will Skelton, 4 Dean Mumm (c), 3 Toby Smith, 2 Tatafu Polota-Nau, 1 Scott Sio.
A disposizione: 16 Stephen Moore, 17 Sekope Kepu, 18 Greg Holmes, 19 Kane Douglas, 20 Rob Simmons, 21 Will Genia, 22 Bernard Foley, 23 Tevita Kuridrani.
Uruguay: 15 Gaston Mieres, 14 Leandro Leivas, 13 Joaquin Prada, 12 Andres Vilaseca, 11 Rodrigo Silva, 10 Felipe Berchesi, 9 Agustin Ormaechea, 8 Juan Manuel Gaminara, 7 Matias Beer, 6 Juan De Freitas, 5 Franco Lamanna, 4 Santiago Vilaseca (c), 3 Mario Sagario, 2 German Kessler, 1 Mateo Sanguinetti.
A disposizione: 16 Nicolas Klappenbach, 17 Oscar Duran, 18 Carlos Arboleya, 19 Alejandro Nieto, 20 Diego Magno, 21 Fernando Bascou, 22 Alejo Duran, 23 Alberto Roman


