RWC 2015: il capolavoro del Giappone

Il Giappone riscrive la storia della Rugby World Cup riuscendo nell’impresa di battere gli Springboks

Onestamente tutto mi sarei aspettato tranne che gli Springboks potessero perdere col Giappone; è vero che la squadra di Meyer nel recente passato non è stata brillantissima – vedi la sconfitta coi Pumas – però di qui a perdere, in un match della Rugby World Cup, coi Nipponici ne passa di acqua sotto i ponti.
Si badi bene, però, la vittoria del Giappone è tutt’altro che casuale: è frutto di competenza rugbystica –  non a caso sono seguiti da Eddie Jones – e aggressività sia in attacco che in difesa; sono rimasti sempre attaccati nel punteggio, alla fine hanno osato non piazzando un calcio che tutti avrebbero piazzato e hanno avuto ragione perché han segnato la meta che ha consegnato loro una storica e meritata vittoria.

Lo score lo apre il piazzato di Goromaru all’ottavo e il primo quarto d’ora c’è una solo squadra in attacco: il Giappone! Al primo affondo, però gli Springboks vanno in meta con Louw al termine della solita maul avanzante da touch; Lambie mette la trasformazione del 7 a 3. Al 23esimo è Burger ad andare vicinissimo alla meta ma i Nipponici si salvano in extremis con la difesa.
Alla mezzora è il Giappone ad andare in meta con Leitch che pilota fino in fondo una cassaforte da touch; Goromaru trasforma il 10 a 7. Non passano che tre minuti, altra maul avanzante da touch e altra meta, stavolta Sudafricana con Bismarck du Plessis e gli Springboks vanno al riposo avanti 12 a 10.
La ripresa inizia col piazzato di Goromaru che riporta i suoi avanti 13 a 12 ma la meta di de Jager, che corre per 25 metri dopo aver aperto il primo placcaggio, sembra ridare linfa ai suoi; Lambie mette la trasformazione del 19 a 12. Ma il Giappone non molla, torna in attacco e in tre minuti, con due piazzati di Goromaru, pareggia.
Tra il 57esimo e il 59esimo si arriva al 22 a 22 con un piazzato per parte di Lambie e Goromaru e al 62esimo arriva la quarta meta sudafricana con Strauss che apre il primo placcaggio, si fuma l’estremo e si tuffa in meta; Lambie trasforma il 29 a 22.
Cinque minuti più tardi il Sud Africa manca il colpo del ko perdendo una sanguinosa touch sui cinque metri avversari e quindi ne approfitta il Giappone che inventa una grande giocata da touch che culmina con la meta di Goromaru che mantiene freddezza e mette anche la trasformazione.
Neanche il tempo di riprendere il gioco che gli Springbok sono nei cinque metri avversari ma ne escono solo col calcio di punizione che Pollard mette per riportare, di nuovo, avanti i suoi sul 32 a 29.
Negli ultimi minuti del match si materializza il capolavoro del Giappone: al 79esimo arriva il giallo a Conie Oosthuizen ma il Giappone non piazza il conseguente calcio e sceglie la touch, ci prova ma non segna per pochissimo, ha però la mischia a proprio favore che si trasforma in calcio di punizione; ancora una volta i Nipponici non vanno per il calcio del pareggio e hanno ragione perché l’ultima azione del match, caratterizzata dal gran possesso, culmina con la meta della vittoria di Hesketh.

Marcature per Giappone:
Mete: Leitch, Goromaru, Hesketh
Trasformazioni: Goromaru 2
Piazzati: Goromaru 4

Marcature per Sud Africa:
Mete: Louw, B du Plessis, De Jager, Strauss
Trasformazioni: Lambie 2, Pollard
Piazzati: Lambie, Pollard
Cartellino giallo: Oosthuizen

Giappone: 15 Ayumu Goromaru, 14 Akihito Yamada, 13 Male Sau, 12 Craig Wing, 11 Kotaro Matsushima, 10 Kosei Ono, 9 Fumiaki Tanaka, 8 Hendrik Tui, 7 Michael Broadhurst, 6 Michael Leitch, 5 Hitoshi Ono, 4 Luke Thompson, 3 Kensuke Hatakeyama, 2 Shota Horie, 1 Masataka Mikami.
A disposizione: 16 Takeshi Kazu, 17 Keita Inagaki, 18 Hiroshi Yamashita, 19 Shinya Makabe, 20 Amanaki Mafi, 21 Atsushi Hiwasa, 22 Harumichi Tatekawa, 23 Karne Hesketh.

Sud Africa: 15 Zane Kirchner, 14 Bryan Habana, 13 Jesse Kriel, 12 Jean de Villiers (c), 11 Lwazi Mvovo, 10 Pat Lambie, 9 Ruan Pienaar, 8 Schalk Burger, 7 Willem Alberts, 6 Francois Louw, 5 Victor Matfield, 4 Lood de Jager, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira.
A disposizione: 16 Adriaan Strauss, 17 Trevor Nyakane, 18 Coenie Oosthuizen, 19 Pieter-Steph du Toit, 20 Siya Kolisi, 21 Fourie du Preez, 22 Handré Pollard, 23 JP Pietersen.

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