Antonio Pennacchi – Canale Mussolini

E’ la storia di un vero e proprio esodo, contadini veneti, friulani e emiliani ad un certo punto della loro vita hanno dovuto scegliere tra il “puzzarsi di fame” e l’esodo massiccio verso le paludi bonificate e rese fertili dal progetto faraonico dei fascisti. L’asse portante di questa opera è il canale Mussolini e intorno ad esso nascono dal nulla città, poderi e campi da coltivare.
Tra le famiglie coinvolte nell’esodo ci sono i Peruzzi e la storia scorre attraverso il racconto di un loro erede che narra le vicende di una famiglia “cispadana” che si trova a vivere tra i “marocchini”, che deve sbarcare il lunario e che deve fare anche i conti con la guerra e le disgrazie che si porta dietro.
Il romanzo è uno spaccato dell’Italia e al suo interno si intrecciano le vicende più o meno drammatiche e sorprendenti dei suoi protagonisti e quelle, non meno travagliate, di mezzo secolo di storia italiana.
Il libro è piacevole anche se non posso nascondere che talvolta, soprattutto nella parte centrale, la lettura non è sempre fluida anche per le soventi inflessioni dialettali della narrazione, nel complesso però non posso non dare un giudizio positivo e per questo ve lo consiglio.

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