Sabato è andata in scena la finale di Currie cup e i primi 20-25 minuti c’è stata una sola squadra in campo, i Blue bulls che segnano per ben 3 volte di cui 2 con Habana primo giocatore nella storia a segnare una doppietta in una finale.
Dopo il letargo i Cheetans cominciano a risvegliarsi e riescono a segnare due mete in dieci minuti a coronamento di una tanto rabbiosa quanto attesa reazione.
E’ un errore sciagurato di Potgier, che manca una facile presa al volo all’interno dei propri 22, a far uscire dal torpore i Bulls e Mornè Steyn punisce gli avversari con un bel drop al 40esimo siglando così il 27esimo punto della propria squadra che va in spogliatoio con un vantaggio di 13 sui Cheetans.
Solito calcio di Steyn per aprire il secondo tempo a cui però rispondono i Cheetans che vanno in meta dopo aver divelto la mischia ordinata dei Bulls.
Al minuto 48, dopo una bella azione, gran drop di Potgier, ed è la stessa apertura ad essere protagonista cinque minuti dopo, ma in negativo, due errori consecutivi consegnano a Mornè Steyn la possibilità di centrare i pali con l’ennesimo piazzato.
Si riprende a segnare al 67esimo ancora con un piazzato dell’apertura Bulls che sigilla il 36 a 24 finale.
Peccato per i Cheetans che per 25 minuti si dimenticano di scendere in campo a inizio partita e accumulano un handicap difficilmente colmabile quando sei al cospetto di una grande squadra che, dopo il super 14, incassa il secondo trofeo di stagione.
Sempre sabato c’è stato il colpo di coda del Tri Nations, nella cornice tanto anomala quando remunerativa, grazie alle sponsorizzazioni, di Tokio.
Dopo l’alternanza iniziale dei calci piazzati, Sivivatu rompe il 9 a 6 per l’Australia con una bella meta soprattutto grazie ad un sopraffino doppio sostegno di un infinito Richie McCaw.
Lo stesso Sivivatu rischia moltissimo con un placcaggio assassino ma se la cava solo con un giallo che comunque lascia i suoi in 14 e l’Australia ne approfitta segnando la meta del 16 a 13 che sancisce anche la fine del primo tempo.
Nel secondo tempo gli AllBlacks giocano decisamente meglio degli avversari poco aggressivi e poco ficcanti nel gioco di attacco tant’è che riescono a segnare solo tre punti contro i 19 dei tutti neri conditi anche con una meta.
Ed è la stessa Australia che martedì sera ha dato il via al Novembre di rugby affrontando il Gloucester e giocando un ottima partita seppur con le seconde scelte (se così si possono definire) tra cui ha brillato il talento di Quade Cooper autore di 16 dei 36 punti della propria squadra.
Con Giteau nominato “Aussie of the year” l’Australia affronterà sabato a Twickenham l’Inghilterra falcidiata dagli infortuni e che si affida ai giovani capitanati da un finalmente ritrovato per il rugby giocato, Johnny Wilkinson.
Dopo l’overture australiana, spetta al Sud Africa il prime time del weekend rugbystico: venerdì sera infatti gli Sprinbocks affronteranno Leicester che schiererà Aron Mauger a 10 mentre Tuqiri andrà in panchina. Gli Sprinbocks non schiereranno la miglior formazione ma potranno contare su molti Blue Bulls in quanto sono ben 18 su 32 quelli convocati per il tour europeo; erano 19, ma Pierre Spies è rimasto a causa in quanto dovrà sottoporsi ad un’operazione a causa della rottura di un dito.
Chiudo con gli AllBlacks che affronteranno sabato al Millennium un caricatissimo Galles che presenterà come novità Hook a 15 mentre i neozelandesi sveleranno finalmente il talento di Zac Guilford all’ala.
Whiti te ra