
Gli All Blacks vincono il terzo Rugby Championship consecutivo trionfando anche a La Plata contro i Pumas al termine di un match molto fisico.
Nel giorno del 133esimo cap di Richie McCaw, presenza che lo fa diventare l’All Blacks con più presenze assieme a Colin Meads, i Neozelandesi si presentano in campo senza Ma’a Nonu, infortunato ad una mano, e Aaron Cruden lasciato a casa dopo la poco edificante sbronza prima di partire per l’Argentina. Ed è proprio il sostituto di Cruden ad aprire lo score del match: Beauden Barrett, infatti, al quarto minuto, mette a bersaglio il piazzato del 3 a 0.
Gli All Blacks impressionano per la semplicità con cui guadagnano terreno con delle ortodosse azioni alla mano e al minuto 10 raddoppiano il vantaggio col secondo piazzato di Barrett.
Non passano che due minuti e gli All Blacks vanno in meta in prima fase da touch: semplice sventagliata, buco di Dagg, l’estremo accelera il giusto, incrocio con Ben Smith e meta; Barrett trasforma il 13 a 0.
Al 17esimo, dalla prima buona azione dei padroni di casa, nasce il calcio piazzato che Sanchez sfrutta per accorciare sul 13 a 3. Sei minuti più tardi l’apertura argentina avrebbe un’altra occasione dalla piazzola ma il suo tentativo coglie in pieno il palo.
Al 25esimo, da un pallone recuperato, grandi mani All Blacks, no look di Ben Smith e Israel Dagg è in meta; Barrett mette la trasformazione del 20 a 3.
Prima della fine del primo tempo Sanchez ritrova precisione dalla piazzola e centra i pali per il 20 a 6.
L’inizio di ripresa è equilibrato e il gioco si fa molto fisico; l’equilibrio è rotto solo al 57esimo quando Julian Savea rompe tre placcaggi e segna la sua 27esima meta in 27 presenze; Barrett centra ancora i pali e il punteggio lievita sul 27 a 6.
Al 68esimo un immenso Kaino prende un gran buco su una pessima difesa argentina, palla fuori a Savea che ne impegna tre prima di liberare con l’offload TJ Perenara che segna così la sua prima meta in maglia All Blacks; Barrett non sbaglia mai e mette la trasformazione dall’angolo per il 34 a 6.
Nel finale arriva anche la piccola soddisfazione per i Pumas che segnano la meta con Agulla che, però, serve loro solo ad alleggerire il passivo.
Marcature per Argentina: Meta: Agulla Trasformazione: Gonzalez Iglesias Piazzati: Sánchez 2
Marcature per All Blacks: Mete: B Smith, Dagg, Savea, Perenara Trasformazioni: Barrett 4 Piazzati: Barrett 2
Argentina: 15 Joaquín Tuculet, 14 Juan Imhoff, 13 Marcelo Bosch, 12 Juan Martín Hernández, 11 Manuel Montero, 10 Nicolás Sánchez, 9 Tomás Cubelli, 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Martín Fernández Lobbe, 6 Benjamin Macome, 5 Tomas Lavanini, 4 Mariano Galarza, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustín Creevy, 1 Marcos Ayerza.
A disposizione: 16 Matías Cortese, 17 Lucas Noguera Paz, 18 Nahuel Tetaz Chaparro, 19 Matías Alemanno, 20 Rodrigo Báez, 21 Martín Landajo, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Lucas González Amorosino.
All Blacks: 15 Israel Dagg, 14 Ben Smith, 13 Conrad Smith, 12 Malakai Fekitoa, 11 Julian Savea, 10 Beauden Barrett, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (captain), 6 Jerome Kaino, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Wyatt Crockett.
A disposizione: 16 Nathan Harris, 17 Joe Moody, 18 Ben Franks, 19 Jeremy Thrush, 20 Sam Cane, 21 TJ Perenara, 22 Colin Slade, 23 Cory Jane.


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