Alla sua morte Monsignor Renato Dardozzi, figura chiave all’interno degli affari dello IOR fino alla fine degli anni Novanta, lascia al pubblico un archivio sconfinato di documenti, lettere, messaggi, bilanci, verbali, bonifici (circa 4000 documenti riservati della Santa Sede) che han permesso all’autore di ricostruire con dovizia di particolari anni di spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di benificenza.
La parola che più ricorre nel lavoro di Nuzzi è miliardi e sono i miliardi degli scandali del banco Ambrosiano con Marcinkus, Sindona e Calvi protagonisti, ma sono anche i miliardi che transitano attraverso il sistema sofisticatissimo di conti cifrati architettato da monsignor Donato de Bonis, conti intestati a banchieri, finanzieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano compreso Giulio Andreotti.
La cosa più aberrante di questo sistema è il riciclaggio di denaro sporco attraverso lo scambio di titoli di stato, ma non solo, sono transitati per le mure dello IOR i soldi delle tangenti Enimont, sono finiti in conti personali i soldi che i fedeli lasciano durante le messe e sono transitati i soldi della mafia e delle avventure politiche. Insomma un vero e proprio paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione se non quella dello Stato del Vaticano. Tutto però in nome di Dio!
E’ un libro a dir poco interessante quello di Gianluigi Nuzzi, certo è un sassetto scagliato in un oceano di omertà però quantomeno ci si fa un’idea di cosa sia il potere occulto in Italia.



