Comincio col ringraziare lo sciopero dei giornalisti di La7 così ci hanno tolto il commento (non quello di Coco ma dell’altro tipo di cui non voglio neanche ricordarmi il nome).
Per tornare al rugby giocato parlo subito dell’Italia: prestazione onorevolissima con l’Australia, poteva anche andare meglio se non fosse stato concesso quel velo gigantesco a Mortlock, disastro invece con l’Argentina. Argentina che gioca forse la sua peggior partita degli ultimi anni grazie anche ad una fantastica mischia italiana, purtroppo però la superiorità in mischia non è stata capitalizzata con un efficace gioco dei trequarti. Il 10 è un problema, Marcato è un discreto piazzatore ma niente di più, indovina qualche calcio tattico ma non placca (imbarazzante nella meta di Carballo) e non sfrutta il potenziale dei nostri centri (Pratichetti credo non abbia toccato un pallone). Perdiamo 22 a 14 con una scialba Argentina e gettiamo al vento l’ennesina occasione di ottenere una vittoria di prestigio, e ora occhio ai Pacific Islanders, li ho visti contro la Francia contro la quale han giocato in 14 praticamente dall’inizio a causa di un intervento da codice penale di Nalaga, e han ceduto solo alla fine però son pericolosi perchè è tutta gente che nell’uno contro uno ti batte sempre sia in attacco che in difesa.
La Francia vince due partite ma non mi ha convinto più di tanto, staremo a vedere la prossima settimana con l’Australia.
L’Inghilterrra vince bene coi Pacific Islanders ma viene ammazzata da una grande Australia, a tratti imbarazzante la superiorità degli Aussie, in mischia ma soprattutto nei trequarti dove Giteau, Mortlock e Cross incantano.
La Scozia è sempre la Scozia, affronta il SudAfrica senza paura e a momenti ci scappa il colpaccio.
L’Irlanda annichilisce il Canada ma si dimostra ancora non pronta a battere i neozelandesi,positivo per loro è che finalmente c’è aria di cambiamenti però.
AllBlacks, non sembrano imbattibili però intanto vincono a Murrayfield e al Croke Park, ora arriva il difficile al Millennium e a Twickenam.
Una considerazione conclusiva: tutte le squadre eccetto l’Italia provano giocatori nuovi ma soprattutto giovani: il Galles prova all’apertura Dan Biggar ragazzo del 89 e Leigh Halfpenny del 88, l’Inghilterra schiera fisso Cipriani al 10 (21 anni) e Danny Care al 9 (21 anni), l’Iralnda trova un fenomeno da sostituire a Darcy, tal Luke Fitzgerald (21 anni), si ma noi? Nessuno, gira e rigira nelle convocazioni circolano sempre gli stessi nomi, abbiamo provato di tutto al 10 (persino Luke McNeal convocato nella nazionale 7), non è forse il caso di dare una possibilità a un 21-22-23enne? Il problema comunque è sempre il campionato, in super 10 si fan fatica a trovare italiani, troppi stranieri soprattutto nei ruoli chiave e il risultato è che la nazionale paga questa politica. Non mi sento tanto ottimista per il futuro.


Sante parole.