Mario Rigoni Stern è morto lunedì 16 giugno e la sua morte mi ha lasciato molto triste.
Faccio fatica a descrivere quello che rappresentavano per me i suoi libri, le storie degli alpini che raccontava le sentivo molto vicine a me soprattutto perchè sono storie vissute anche dalla mia famiglia, mio nonno era alpino della Julia; per questo e per altri motivi mi sentivo molto legato a lui e ai suoi libri.
Il suo stile narrativo era semplice ma riusciva sempre a creare un’emozione; le storie di guerra erano intrise di umanità, quelle del suo altopiano erano coinvolgenti e trasudavano amore per la propria terra.
Mario Rigoni Stern non è solo l’autore de “Il sergente della neve” ma ci ha regalato storie che dovrebbero diventare patrimonio di ogni studente; libri come “Quota Albania”, “Ritorno sul Don”, “Storia di Tonle” sono delle verie e proprie cronache di vita.
Accanto a questi ricordo altrettanto volentieri scritti come “Uomini, boschi e api”, “L’arboreto selvatico”, “Sentieri sotto la neve”, “Le stagioni di Giacomo” e tanti altri.
Nonostante fosse una persona schiva e riservata è riuscito con la sua narrativa ad essere uno dei più grandi comunicatori del nostro secolo.




grande scrittore. grande persona.