Semifinali Heineken cup

Dovevano essere due partite equilibrate, una lo è stata letteralmente fino all’ultimo calcio, l’altra invece ha un po’ tradito le attese. Cominciamo proprio da quest’ultima, Leinster-Munster.
Davanti agli 83000 del Croke Park, ciascuno con la propria maglia rossa o blu, shoulder to shoulder, Leinster scende in campo determinato sin dal primo minuto, Munster invece sembra sorpreso dall’aggressività degli avversari soprattutto nell’area del break down.
La squadra di Liemerick sembra rialzare la testa quando Keith Earls buca profondamente la difesa di Leinster e arriva a 10 metri dalla linea di meta; in realtà è solo un fuoco di paglia perchè l’asfissiante pressione di Contepomi e compagni annulla gli avversari.
E’ lo stesso Contepomi, prima di uscire (rottura dei crociati, ne avrà per 6 mesi), poi a dare il là al lavoro psicologico su O’Gara, caricandolo ripetetuamente fino a fargli perdere la bussola del gioco e se si spegne O’Gara per Munster è notte fonda, e la notte è ancora più cupa quando, in finale di primo tempo, Nacewa raccoglie un riciclo di O’Driscoll, buca la difesa, riapre per Darcy che plana in meta. C’è una sola squadra in campo.
Nel secondo tempo Munster ci prova ma Leinster non molla un centimetro e difende alla morte; quando O’Gara consegna nelle mani di O’Driscoll un avventato tentativo di sventagliata al largo è il game over.
25 a 6 il finale, senza appelli nè scusanti, Leinster ha dominato non lasciando respirare Munster, grazie anche ad un infinito Rocky Elsom, mostruosamente presente in un ogni punto d’incontro per rendere vane le proverbiali ripartenze di Munster e per rubare ogni pallone mal difeso.
La seconda semifinale è andata in scena in un altro tempio del rugby, il Millennium stadium, di fronte Cardiff e Leicester; per dare l’idea della forza della squadra inglese dico solo che si permettono di lasciare in panchina Aron Mauger (non proprio l’ultimo arrivato) e Harry Ellis, 9 dell’Inghilterra e dei Lions, in campo si rivede dal primo minuto un Castrogiovanni che finalmente indovina una partita decente; Cardiff dal canto suo è una squadra equilibrata senza eccessi.
La partita la fa Cardiff molto più abile a costruire gioco, gallesi che però sono troppo poco aggressivi in difesa e ciò consente a Leicester di passare sempre in vantaggio soprattutto dopo che Flood buca due deboli placcaggi e consegna a Hamilton un prezioso riciclo che l’ex ala dei Crusaders trasforma in oro andando a depositare la palla in mezzo ai pali.
Cardiff segna solo grazie ai suoi cecchini, Blair e soprattutto Halfpenny, 20 anni ma con la bombarda precisa per due volte da metà campo.
Nel secondo tempo Leicester allunga dalla piazzola fino al 26 a 12 e si arriva così fino al 72esimo: sembra fatta per le tigri. I gallesi hanno però un sussulto di orgoglio complice anche la stanchezza fisica dei propri avversari e riescono nell’impresa di segnare 2 mete in 4 minuti, ci pensa poi Ben Blair a trasformarle con precisi calci dall’angolo. 26 a 26 all’ottantesimo, si va ai supplementari.
Nei venti minuti degli extra time le squadre badano soprattutto a non commettere errori ed è partita tattica nei dintorni della metà campo; nessuno sbaglia per cui si va per la prima volta ai calci dai 22, l’epilogo non può essere più al cardiopalma; sbaglia prima Murphy ma James non sfrutta il match point; sbaglia poi Martin Williams e il match point è sulla scarpa di Crane che oltre a essere un ottimo numero 8 non sbaglia e strappa il biglietto della finale per la sua Leicester.
Partita emozionantissima, ripresa per i capelli più volte da Cardiff ma che Leicester si aggiudica meritatamente non fosse altro per il fatto di essere più squadra.
Ora tutto è rimandato al 23 maggio a Edimburgo dove nella North stand, Section 4, Row T, posti 16 e 17 siederanno il sottoscritto e il Ragionier Rizzo!!!

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