Ferrata Gianni Costantini in Moiazza

molazza ferrata gianni costantiniLa ferrata Costantini è considerata una delle più affascinanti, lunghe e difficili delle Dolomiti

alba al Passo DuranLa sveglia come al solito è un qualcosa di traumatico: 3:25 di domenica! La consapevolezza, però, di andare ad affrontare uno dei percorsi più belli delle Dolomiti fa passare presto lo shock dell’alzataccia; l’obiettivo di giornata è la ferrata Gianni Costantini in Moiazza.

Quando partiamo dai 1600m del passo Duran l’orologio dice 5:45, è ancora buio ma le prime luci illuminano la via che in circa 40 minuti ci porta ai 1834m del rifugio Carestiato, per l’attacco della ferrata ci vogliono circa altri 10 minuti e alle 6:50 siamo imbragati e pronti per affrontare il primo impegnativo traverso verso sinistra: sono 30-40 metri al massimo ma son veramente duri, si lavora tanto di braccia anche se qua e là si trova dove mettere i piedi. Insomma se il buon giorno si vede dal mattino….
Superato il traverso si affrontano dei tratti anche verticali, abbastanza esposti ma mai pericolosi, si procede abbastanza spediti e si sale rapidamente quota: in un amen ci ritroviamo a 2170m e alle nostre spalle c’è sempre un gran panorama su Agordo, Agner e Pale di San Martino; altra cosa spettacolare: la presenza di tantissime stelle alpine e campanule di Moretti.stella alpina ferrata costantini
campanule di moretti ferrata costantini

A questo punto affrontiamo un secondo impegnativo traverso, per fortuna breve, che ci impegna per una decina di metri scarsi, usciti dal quale si guadagna quota velocemente con un tratto verticale di una cinquantina di metri, a tratti facilitato dalle presenza di staffe; la fine è evidenziata dal cartello Pala del Belia, siamo a quota 2295m e qui si può riprendere fiato e mangiare qualcosa anche se per una sosta panoramica altamente remunerativa conviene risalire ancora un po’ e fermarsi nei pressi di un ampio anfiteatro, con panorama che si allarga verso sud-est.
panorama sulle pale di san martinoIl nostro orologio segna le 9:00, quindi abbiamo superato di poco le 2 ore per arrivare sin qui. Manca ancora tanto quindi la nostra sosta è gioco forza breve, proseguiamo quindi, attraversiamo vari tratti tra cui una cengia su cui bisogna stare un po’ attenti in quanto non attrezzata; una volta passata questa, la ferrata continua senza particolari difficoltà fino ad un altro punto panoramico la Cima Cattedrale a 2557m.
Dopo una piccola sosta riprendiamo il cammino, la ferrata diventa più facile e intorno alle 11:00 arriviamo sulla cresta delle Masenade dove finalmente si apre la vista sulla Moiazza e non solo: davanti a noi Pelmo e Antelao sono splendidi!
cresta delle masenade
Pelmo e Antelao
molazza ferrata gianni costantini

A questo punto ci vuole una pausa, soprattutto per ammirare lo spettacolo della natura che ci circonda ma la strada è ancora lunga per la cima della Moiazza. La cresta che ci attende è una bellezza ma non ci si deve distrarre perché alcuni punti, non attrezzati, non sono banali; segue poi un tratto attrezzato e una rapida e faticosa salita a tratti attrezzata fino al bivio che ci porterà in vetta intorno alle 12:15, dopo circa 6h e 30 minuti di cammino. Da qui la vista è indescrivibile: da una parte la Civetta ci si staglia davanti maestosa, Pelmo e Antelao, Cristallo e Sorapiss sono sempre un incanto, le Pale di San Martino, la Marmolada, il Gruppo del Sella chiudono una panoramica di 360° che ripaga di gran lunga la tanta fatica.
il Civetta dalla cima della Moiazza

Fin qui siamo arrivati ma abbiamo la consapevolezza che la discesa non sarà né facile né breve per cui ripartiamo nel giro di 20 minuti: i tratti attrezzati non sono finiti e in discesa, come sempre, sono più insidiosi, complice anche la stanchezza.
In poco meno di mezzora raggiungiamo il bivacco Ghedini, dopo aver passato la cengia Angelini.
sotto la Cengia Angelini
bivacco Ghedini

Dal bivacco inizia una vera e propria picchiata lungo il Van delle Nevere, le difficoltà sono amplificate dalla stanchezza ma anche dai tratti attrezzati e non abbastanza ripidi.

Van delle Nevere

Noi ci abbiamo messo 2h e mezza per superare i quasi 800m di questo salto e raggiungere il sentiero che nel giro di una mezzoretta ci ha riportato al rifugio Carestiato. Sono le 16:00 e, con soste e tutto, abbiamo impiegato più di 10 ore a cui si sommano gli ulteriori 35-40 minuti per ritornare alla macchina.

La via ferita Costantini è un itinerario che gli appassionati di montagna devono fare assolutamente, certo ha i suoi lati negativi, onestamente c’è veramente troppo cavo metallico, però è un compromesso che bisogna accettare; attenzione però è un percorso che va fatto assolutamente con preparazione e meglio se si hanno nozioni di arrampicata

Dislivello: 1300mt in salita ed altrettanti in discesa.
Tempo di percorrenza: 10-11h
Difficoltà: EEA (set da ferrata)
Sito di riferimento: VieFerrate.it

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