Piani di Cengia, una bella scoperta

Piani di Cengia, DolomitiPiani di Cengia, a ridosso delle Tre Cime di Lavaredo, è un posto meraviglioso

Come al solito la sveglia alle 5 del sabato è un po’ traumatica, ma la voglia di andare in montagna e soprattutto di ritornare nella zona delle Tre Cime di Lavaredo, mi fa dimenticare  il sonno. L’idea è quella di andare a fare la ferrata del Paterno, la giornata si annuncia bella per cui parto e raggiungo il Rifugio Auronzo poco prima delle 8 e in meno di un’ora sono al Rifugio Locatelli.
Da qui mi incammino lungo il sentiero che risale le pendici del Paterno, mi infilo dentro la prima suggestiva galleria, e poi imbocco la seconda all’interno della quale è OBBLIGATORIO avere una pila frontale perché sono quasi 500 metri di buio dentro la montagna.
Esco e mi ritrovo con la delusione di vedere un cielo denso di nuvoloni grigi che non promettevano niente di buono; aspetto una ventina di minuti ma il tempo non migliora, decido allora di rinunciare alla ferrata e di scendere lungo il ghiaione che finisce sui bellissimi laghi dei Piani alti, a questo punto anziché tornare verso il Locatelli mi incammino verso la Forcella Piani di Cengia che raggiungo in un’oretta. Mi si apre uno spettacolo meraviglioso, impreziosito dal silenzio di un posto poco frequentato; scendo lungo il segnavia 107-104, incrocio un altro paio di laghetti alpini da favola e chiudo il mio giro a Forcella Lavarello. Il ritorno all’Auronzo è uno slalom tra un flusso continuo di persone in pellegrinaggio alle Tre Cime.

Difficoltà: Facile
Tempi di percorrenza: 5h – 5h 30
Punto di partenza: Rifugio Auronzo

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