Markus Zusak | La bambina che salvava i libri

markus-zusak-la-bambina-che-salvava-i-libriLa bambina che salvava i libri (conosciuto anche come “Storia di una ladra di libri”) è un lavoro di Markus Zusak autore che si è aggiudicato il Margaret Edwards Award 2014, premio per il contributo alla letteratura destinata ai più giovani.
Il fatto che questo libro fosse destinato ad un pubblico giovane ha sicuramente influenzato il mio approccio iniziale facendomi erigere un pregiudizio, scardinato però al superamento della decima pagina.
La voce narrante del libro è la morte che libera l’anima dai corpi ammassati in una Germania dilaniata dalla Seconda Guerra Mondiale, incendiata dai nazisti.
È tra le macerie e gli incendi che la signora morte, vede segue e osserva Liesel, la bambina, la ladra. Ebbene, una bambina che ruba libri nel periodo di guerra, quando la fame il freddo e la disperazione si respirano, suona strano, ma la verità è che Liesel i libri li salva. Il primo accanto alla tomba del fratello, il secondo da uno dei tanti roghi appiccati dai nazisti.
Viene affidata ad una famiglia in un sobborgo di Monaco e qui impara a leggere grazie alla dedizione del padre adottivo ma impara anche a subire dignitosamente il Watschen (montagna di botte) conosce l’amicizia in Rudy Steiner ladro di frutta e donatore di pane, legge e ruba i libri della biblioteca di Ilsa Hermann, nasconde in cantina Max Vandenburg l’ebreo in fuga, con cui condividerà le pagine più belle della sua vita.
Mentre il tappeto della vita viene strappato da sotto i piedi degli abitanti di Himmelstrasse, Liesel scrive e legge le parole che lei odia e ama.
480 pagine che racchiudono contemporaneamente poesia, dolcezza, tristezza e disperazione e perché no alla fine anche un po’ di lacrime.

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