Mauro Corona – La fine del mondo storto

Un bel, o brutto a seconda dei punti di vista, giorno i combustibili sulla terra finiscono, lì per lì la gente comincia ad arraffare ma poi le scorte si esauriscono e subentra prima l’agitazione e poi il panico. Intanto arriva l’inverno gelido, e la morte bianca e nera comincia a mietere sempre più vittime. L’uomo subisce la vendetta della natura e a scatenarla è la sua cupidigia.
Piano piano subentra l’istinto di sopravvivenza che supporta i più forti e li porta ad aggregarsi attorno a coloro i quali sanno arrangiarsi con ciò che la natura mette loro a disposizione. I giorni passano e la gente cerca di apportare il proprio contributo, ognuno cerca di fare qualcosa e non esistono più distinzioni tra ingegneri, avvocati, politici, critici, ricchi e poveri, tutti hanno come unico fine l’aiutarsi per campare.
Passano i giorni e l’inverno giorno dopo giorno diventa meno rigido e lascia spazio alla primavera, i sopravvissuti assaporano lo scampato pericolo e rialzano piano piano la testa.
Il destino del mondo sembra essere migliore ma è inevitabilmente legato all’uomo e alle sue mani incaute.
In questo libro Corona lancia una sorta di profezia su quello che potrebbe essere il destino dell’umanità se la corsa sfrenata alla ricchezza non subirà un arresto e implicitamente invita il lettore ad una riflessione.

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