Mauro Corona – Il canto delle manere


I libri di Corona mi piacciono molto perchè sono un po’ come le favole antiche, dietro ad una storia c’è sempre una morale, un insegnamento che fa si che il racconto non sia mai fine a se stesso.
La storia è quella di Santo Corona della Val Martin che rimane orfano presto e cresce boscaiolo provetto grazie alle attenzioni del nonno e del suo amico Augusto Peron che gli insegnano a far cantare la manera come nessun altro tra i boschi.
Il passare degli anni portano Santo a scontrarsi con situazioni e vicende che incrudiranno irreparabilmente il suo animo: cupidigia, tradimenti e persino omicidi segneranno il passo dell’uomo Santo; ci sarà spazio anche per le amicizie che gli apriranno prospettive diverse come quella con Paul Preuss o come quella con Hugo von Hofmannstahl, lo scrittore del biglietto che Santo porterà sempre con se fino alla morte in virtù delle parole profetiche contenute in esso: ” Quando sarò vecchio, dai suoi torrenti, dai suoi laghi e dai suoi boschi mi verranno incontro i ricordi dell’infanzia e il cerchio si chiuderà”.

Una delle particolarità del libro è l’essere scritto in simil dialetto, il che lo rende non proprio semplice da affrontare (come penso non lo sia stato neanche scriverlo) soprattutto all’inizio; una volta che però si adatta la forma mentis, il libro si rivela in tutta la sua bellezza. Ve lo consiglio.

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